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 VIDEO SULLA CRISI: PARTE 1 – PARTE 2PARTE 3

Dal 2008, il mondo è scosso da una delle peggiori crisi economiche di sempre. La produzione è crollata, investimenti e consumi si sono bloccati, la disoccupazione ha raggiunto livelli vertiginosi. In questo video, vediamo quali sono le sue cause, come si è manifestata e quali misure sono state prese per uscirne.

Leggi il copione del video.

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Una risposta a La crisi economica del 2008

  • Il problema è molto difficile da risolvere perché particolarmente intricato. Da una parte il rigore sui conti pubblici dobbiamo tener presente che si accompagna ad un ripagamento dei finanziatori degli Stati che accresce lo squilibrio della ricchezza, a danno dell’economia reale e delle fasce medio-povere, tale meccanismo non è necessario per far funzionare la moneta a corso legale. Se il timore di alcuni è quello che con la sovranità monetaria lo Stato si comporta in modo irresponsabile, anziché privatizzare il controllo della moneta, si poteva istituire un ente europeo che decideva solo i limiti di immissione di liquidità per ciascuno Stato membro. Detto questo, ammesso che la ricetta del rigore nel lungo periodo (e non si riesce a immaginare come) porti alla crescita, bisogna tener presente (1) che il PIL può crescere peggiorando lo squilibrio di ricchezza tra la popolazione (fenomeno che già marcatamente peggiora). Infatti, bisognerebbe prestare attenzione a più fattori macroeconomici ed il PIL è quello più discusso. In aggiunta, ammesso che con la sovranità monetaria o con altre improbabili ricette ci permettiamo il lusso di crescere, produrre, riniziare a costruire case ed estendere le città, aumentare la domanda di energia, viaggiare di più, ecc. (2) Tutto questo è incompatibile con le risorse ed i livelli di inquinamento che dovremmo con urgenza ridurre.

    A complicare il quadro, c’è la corruzione in politica, l’irresponsabilità complessiva dell’essere umano che va dai consumatori alla classe dirigente, ed infine l’oggettiva ed estenuante complessità di quella che è diventata la società umana, rispetto alle sue origini tribali. Non sto dicendo che bisogna tornare indietro, ma che il livello di complessità raggiunto è probabilmente troppo: molte cose stanno sfuggendo di mano (politica, finanze, ambiente, cultura necessaria, ecc.)

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