Si dice che questa è la prima campagna elettorale europea in cui si discute davvero di temi europei. In realtà si parla solo di Euro e dei compiti e castighi che l’Europa ci assegna. Ma il funzionamento dell’Unione Europea è sconosciuto a molti.

Dal 1979, i cittadini dell’unione sono chiamati ad eleggere il parlamento europeo. Questa definizione è però fuorviante dal momento che il parlamento dell’unione non assume le decisioni da solo.
Quello europeo è l’unico parlamento al mondo che non ha il potere di fare proposte di legge. Questo compito spetta alla Commissione che crea le proposte di legge e le invia al Parlamento Europeo e al Consiglio dell’Unione Europea, che le devono approvare nello stesso testo.
La commissione europea è il governo dell’unione, il presidente della commissione è scelto dal Consiglio europeo. Egli dovrà poi nominare i commissari (il corrispettivo dei ministri) e ottenere la fiducia sia del Consiglio dell’Ue sia del Parlamento.
Il Consiglio dell’Unione Europea è l’organo che riunisce i ministri dei 28 stati membri della materia in discussione.
Il Consiglio dell’Ue non è da confondere con il Consiglio europeo, che è l’organo che riunisce i capi di stato o di governo di tutti i paesi membri ed è il vero motore dell’unione in quanto stabilisce le priorità politiche, specie quelle volte a favorire l’integrazione, e non si deve confondere nemmeno con il Consiglio d’Europa, un’organizzazione esterna all’Unione Europea che promuove i diritti umani.

Dal 22 al 25 maggio si tengono in tutta l’unione le elezioni per scegliere i 751 membri del nuovo parlamento.
In Italia, le urne apriranno domenica 25 maggio dalle 7 alle 23. Il sistema elettorale italiano per il parlamento europeo è di tipo proporzionale, quindi i 73 seggi spettanti all’Italia, saranno ripartiti in base ai voti presi da ogni partito che abbia superato la soglia del 4% a livello nazionale. Il territorio italiano è diviso in 5 circoscrizioni: nord-ovest, nord-est, centro, sud e isole. In ciascuna di esse, ogni partito presenta una propria lista di candidati, tra cui l’elettore può esprimere fino a 3 preferenze e, questa è la novità di questa tornata elettorale, almeno una deve essere di sesso diverso dalle altre, pena l’annullamento della terza preferenza.
I partiti che si presentano alle elezioni europee sono quelli nazionali e, una volta eletti, confluiscono in raggruppamenti formati con i partiti degli altri paesi.

Nell’emiciclo del parlamento europeo, a farla da padroni sono la sinistra e la destra europee: il partito di Socialisti e Democratici, che ha aggiunto quest’ultimo termine al proprio nome proprio per accogliere il Partito Democratico italiano, e il Partito Popolare Europeo, in cui convergeranno Forza Italia, Nuovo Centro Destra e Südtiroler Volkspartei. Al centro troviamo l’Alde, i liberali europei, per i quali si presenta in Italia Scelta Europea, una lista di cui fanno parte Scelta Civica, Fare per fermare il declino e Centro Democratico. Nell’ala sinistra abbiamo anche i Verdi, il cui rappresentante italiano è Green Italia, e la Sinistra Unita, per la quale nel nostro paese si presenta la lista L’Altra Europa con Tsipras, promossa da alcuni intellettuali e partiti della sinistra. Alla destra del Ppe, invece, ci sono i conservatori, gli Euroscettici, in cui troviamo la Lega Nord, e il gruppo dei “non iscritti”, in cui sono presenti gruppi che non si riconoscono nelle altre formazioni e sono spesso anch’essi euroscettici. Nei “non iscritti”, una sorta di gruppo misto europeo, probabilmente confluiranno il Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia.
Per la prima volta, votare per un partito significherà votare anche per il candidato presidente alla Commissione europea che quel partito propone. I candidati si sfideranno in un confronto tv in Eurovisione il 15 maggio, condotto da Monica Maggioni, direttrice di RaiNews24.

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